PD S.PIETRO V.CO, DAVIDE MARANGIO: “DAL NEO SEGRETARIO SEGNALI IMPORTANTI”

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“tracciare un terza via, libera da retropensieri”

sede pd s.pietro v.co

SAN PIETRO VERNOTICO – Verso una terza via che sia un segnale di cambiamento,  lontani dai blocchi e contrapposizioni. Con queste parole Davide Marangio, del PD sanpietrano, enuncia con un comunicato stampa il proprio pensiero a riguardo delle ultime decisioni prese del neo segretario Andrea Fiorentino. Quest’ultimo ha infatti proposto nella Segreteria elementi della mozione contrapposta i quali, sin dal 2010 si sono poste di traverso nei riguardi  della vecchia gestione. Per maggiore completezza, riportiamo di seguito il testo completo del comunicato:

“Due mesi fa, a Novembre 2013 ,nel Congresso di Circolo del PD di San Pietro Vernotico, con una straordinaria ed inaspettata partecipazione popolare, si sono fronteggiate due distinte mozioni, consegnando alla cittadina un Partito perfettamente bilanciato, costituito da una forte e variegata minoranza e da una maggioranza che, seppur esigua, consente all’attuale Segretario di nominare una Segreteria di fiducia per poter adempiere al suo ruolo. E questo è il primo dato politico.
All’indomani della competizione elettorale poi, il Segretario Fiorentino ha proposto nella Segreteria figure della mozione contrapposta che non solo dal 2010 si sono poste in antitesi totale rispetto alla vecchia gestione candidandosi in prima persona alla Segreteria, ma a distanza di tre anni ha fortemente e coerentemente sostenuto la mozione poi risultata minoritaria per soli 18 voti.
È senza dubbio un segnale importante se consideriamo che, per consuetudine, anche nei livelli gerarchici superiori, la composizione dello Staff è una prerogativa discrezionale del Segretario eletto e che nella maggior parte dei casi – come ad esempio anche ultimamente nella Federazione Provinciale – tutte le Segreterie sono unicamente espressione della mozione vincente senza alcuna presenza delle altre,
Dunque a San Pietro Vernotico questa apertura va letta in una duplice chiave: innanzitutto come l’invito ad una collaborazione sostanziale rispetto ad un recente passato di laceranti divisioni che hanno ferito a morte lo spirito d’appartenenza e mortificato larghe fasce della sinistra storica sanpietrana; in seconda istanza, come un preciso e razionale disegno in prospettiva di appuntamenti cruciali per le sorti di questo territorio oramai emarginato e ridotto in ginocchio da innumerevoli
vicissitudini.

Andrea Fiorentino
Andrea Fiorentino

Del resto, è lampante che, se un grande Partito di massa intende formare una classe dirigente credibile, non può più continuare strategicamente ad inseguire furbesche guerre interne di posizione. Nè tanto meno perseverare in una logica di autosufficienza che negli anni e nelle urne ha lasciato solo macerie.
Perciò occorre tracciare una “Terza via”, libera da retropensieri, che sia un sentiero di equidistanza dalla logica dei blocchi e, per riuscirvi, sono necessari una forte sinergia e un contributo collegiale.
Tra l’altro, in questo caso, i presupposti per potersi far carico di questa responsabilità ci sono tutti in quanto,il Direttivo eletto, è composto prevalentemente da ragazzi giovanissimi. La ragione di questo mio comunicato sta proprio nella ferma volontà di voler sottolineare, a chi è sensibile alla Politica, alcuni passaggi che risulteranno determinanti per il prossimo futuro.
Oggi più che mai San Pietro Vernotico ha bisogno di un PD in grado di tradurre in proposta politica la domanda che perviene dai cittadini e con i quali bisogna costruire da subito, tassello per tassello, un cantiere, una fucina di pensiero e di idee per affrontare il presente ed analizzare l’evoluzione degli eventi al fine di riprendere insieme la guida del Municipio.
Viceversa, ciò che emerge, malgrado l’energìa di Renzi, è che il Pd, dalla dimensione nazionale a quella locale, ancora adesso non è né un «partito leaderistico» né un «partito di iscritti»: piuttosto un partito in cui prevalgono cordate individuali e di potere. Gli iscritti e i cittadini ci chiedono da 20 anni in tutte le lingue possibili un “Soggetto Intermedio” che abbia la capacità di incidere capillarmente sul territorio insieme alle Rappresentanze istituzionali alle quali l’appello rivolto da decenni è di avere un atteggiamento meno mediatico e più dialogante, radicato ed inclusivo.
Ci chiedono un partito democratico capace di suscitare e proteggere la partecipazione individuale affiancandola anche ad una forte legittimazione “a tempo” dei gruppi dirigenti e dei leader democraticamente scelti.
Allora, se sull’onda di Renzi tutti si dichiarano senza riserve contro il «correntismo», soprattutto quello locale, da oggi in avanti si dovrà misurare la sincerità di questi intendimenti sulla base delle scelte che tutti,nessuno escluso, saremo chiamati a prendere e senza le quali tali appelli risulterebbero solo pretestuosi,vani e strumentali.”

                                                                                                                                Davide Marangio

 

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