Giorno: 3 marzo 2014

PERCHÈ “LA GRANDE BELLEZZA” HA CONQUISTATO IL MONDO

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Carlo Verdone - Toni Servillo
Carlo Verdone – Toni Servillo

“Me ne vado Jep, Roma mi ha molto deluso.” A non deludere il suo pubblico è stata invece proprio lei, la Roma vista e raccontata da Sorrentino per bocca ed occhi di Toni Servillo alias Jep Gambardella. Il riconoscimento quale miglior film straniero, agli Oscar 2014, non è arrivato come un fulmine a ciel sereno, ma è stato annuciato gradualmente dal pubblico entusiasta e da una critica non sempre concorde. Gli European Film Awards, i Bafta Awards ed il Golden Globe non hanno fatto altro che confermare quanto l’ultima fatica di Sorrentino, sicuramente la più grande, stesse confermando le aspettative.Impossibile, poi, non citare i Nastri d’argento che hanno premiato, oltre alla fotografia magistrale di Luca Bigazzi, anche il non protagonista puro ed ingenuo di Carlo Verdone, Romano, fondamentale per la narrazione dell’altra faccia della Roma servilliana.
“Le vedi queste persone? Questa fauna? Questa è la mia vita. E non è niente.”

Toni Servillo "Jep Gambardella"
Toni Servillo “Jep Gambardella”

Ma perché “La grande bellezza” ha conquistato cuori e menti dell’occidente cinematografico? In prima istanza, la risposta è da ricercare nella sua cornice principale: una fotografia che immortala una Roma “metafisica” (come ha amato definirla Carlo Verdone) silente ed elegante che osserva i bislacchi personaggi che invadono le terrazze con feste mondanamente pacchiane; una colonna sonora di prim’ordine che arricchisce ancora di più la preziosità dell’opera di Servillo che, tra lirica e classica, inserisce anche un Venditti malinconico e più contemporaneo. Solitudine, cinismo e sentimento. Sono queste le costanti, entrando più nel dettaglio, che danno spirito e sostanza a “La grande bellezza”.
“Sull’orlo della disperazione, non ci resta che farci compagnia, prenderci un po’ in giro!” Leggi il seguito di questo post »