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LA FENICE SPV: ANTONINO MILEO RISPONDE

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softair nel mirino: il presidente risponde a Nicola Serinelli

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SAN PIETRO VERNOTICO – Riceviamo e interamente pubblichiamo la risposta del presidente della Fenice A.S.D. Antonino Mileo rivolta a Nicola Serinelli:

Buongiorno Sig. Serinelli Nicola , mi presento mi chiamo Antonino Mileo presidente della Fenice A.S.D. ente di promozione sportiva riconosciuto dal C.O.N.I. ( COMITATO OLIMPICO NAZIONALE
ITALIANO ) e affiliato A.I.C.S. ( ASSOCIAZIONE ITALIANA SPORT E CULTURA ). In riferimento ai suoi commenti recentemente postati in maniera denigratoria nei confronti dell’organizzazione della manifestazione svoltasi in Torchiarolo in data 27/10/2013 e patrocinata dal Comune di Torchiarolo, manifestazione denominata Operazione Masseria Lei., vorrei permettermi di darle delle delucidazioni.
1) Noi siamo una reale e riconosciuta associazione, e non un comitato pro oratorio come ci ha definito lei. Se ha letto la locandina ne avrà visto l’intestazione.
2) La nostra associazione si preoccupa di promuovere l’attività sportiva e culturale dei giovani della regione Puglia, e di aiutare i meno fortunati e più bisognosi ( enti, privati ecc.. ) tramite dei Contributi Liberali, proventi ottenuti tramite Raccolta fondi, Manifestazioni sportive e culturali, contributi liberali di soci e non soci. Ci tengo a precisare questo perché come da lei stesso scritto nel suo Blog Sig. Serinelli Nicola e cito le sue testuali parole: ci sono Menti malate e perverse che usano internet per denigrare l’operato distruggendo quel che c’è di positivo in persone , gruppi, ecc…. Non vorrei che lei stesso si sia scordato queste parole e che stia cercando di denigrare quel che di positivo c è nella nostra associazione, che le posso assicurare ma anche documentare è molto attiva nel sociale. Lei parla nel suo Blog di valori, come cittadinanza, lealtà, verità…. Capacità di crescita e sviluppo di un popolo nella dimensione umana. Tutti valori realmente presenti nel SOFT AIR e abbracciati da chiunque lo pratichi in tutto il mondo ripeto Lealtà, appartenenza “cittadinanza”, verità. Cosa c è di più umano come dice lei di fare gruppo, giocare e divertirsi insieme, e nel contempo aiutare chi a bisogno? Certo il SOFT AIR interpreta la simulazione di tattiche di militari, non certo senza sminuire nessuno, un coro natalizio dell’oratorio. Lei stesso mio caro Sig. Serinelli Nicola si definisce sempre nel suo Blog un soggetto “ un politico IMPEGNATO IN TRINCEA nel servire il sociale. Stessa cosa fa chi pratica lo sport del SOFT AIR , solo un po’ più a livello ludico/sportivo. I SOFTGUNNER sono sicuramente molto più attivi di lei nel sociale, con continue e documentate raccolte fondi. Varie associazioni come CUORE AMICO, L’UNICEF e TELETHON ringraziano pubblicamente alla televisione e sui giornali i SOFTGUNNER, mentre lei ritiene il loto contributo non pertinente. Io al posto suo mi documenterei prima di sparare a zero su argomenti che non conosce. Le dico con tutto il cuore che credo che se qualche politico impegnato nel sociale come dice lei IN TRINCEA , alzasse la testa fuori la fossa in cui si è nascosto e guardasse intorno a sé, vedrebbe questi ragazzi che impavidi e senza timore cercano di aiutare il prossimo come meglio possono.
Mio caro Serinelli Nicola questi ragazzi non stanno nascosti in trincea, ma si danno da fare, si rimboccano le maniche collaborando tra di loro attivamente. E non chiedono l’elemosina, ma si guadagnano con la fatica, sudore, certamente anche divertendosi in questo sport dei contributi che a loro volta danno in beneficienza; questo vuol dire essere attivi nel sociale. L’amministrazione Comunale di Torchiarolo e il Sig. Sindaco in particolare ha visto e a creduto in questi giovani che attivamente e di cuore si danno da fare per chi più di loro ha bisogno. Anzi colgo occasione per ringraziare la sopra citata amministrazione e il sindaco che hanno creduto in questi giovani, spero che altri come lei capiscano veramente cosa vuol dire essere attivi nel sociale e diano più possibilità a questi giovani che sono il futuro del nostro paese. Tengo a precisare che non si è richiesto il Patrocinio al comune di Torchiarolo per ottenere alcun contributo economico, ma solo per gestire la logistica della manifestazione tramite Protezione Civile e Polizia Municipale, visto che la manifestazione si svolgeva nel comune di Torchiarolo. Voglio ringraziare sentitamente per la loro collaborazione questi Team di Softair SKULLS( LE)-SALENTO WARRIORS(LE) GUASTATORI ANGIONI(Gallipoli)BLACK TIGERS(Maglie) TEAM FORCE REVOLUTIN(BR) DELTA FORCE SAT(Oria) La Fenice Softair S.P.V., che ci hanno permesso di realizzare una magnifica giornata per chi ha voluto trascorrerla con noi: molti giovani, adulti e bambini, praticanti e non di Soft Air che tramite contributo volontario hanno raccolto dei fondi. Alcuni soci della nostra associazione visto che la manifestazione si è svolta nel comune di Torchiarolo e avendo sentito che nel medesimo comune si stava cercando fondi per la realizzazione di un oratorio erano propensi a devolvere il ricavato per questa buona causa. Alla prossima assemblea dell’associazione dove conteggeremo e chiuderemo i conti della manifestazione, pensavamo di fare cosa gradita devolvendo all’oratorio in costruzione del comune dove abbiamo svolto la manifestazione, Credo di essere stato esaustivo, ma rimango comunque a disposizione di chiunque per eventuali chiarimenti in merito. Non me ne voglia Sig. Serinelli Nicola, ma io in prima persona, e tutti i soci dell’associazione che si sono dati notevolmente da fare, ci siamo tutti sentiti presi per i fondelli da lei.
Sig. Serinelli Nicola, lei si è permesso senza nemmeno conoscere il nostro operato di criticare e sparare azero. Spero che non abbia voluto fare come certi politici che nascosti nella loro “trincea” come dice lei, criticano solo per ottenere consensi tra la comunità senza nemmeno sapere di che cosa stanno parlando.

Il Presidente
Antonino Mileo

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TORCHIAROLO: IL PRES. DEL CONSIGLIO COMUNALE RISPONDE A SERINELLI

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TORCHIAROLO – Riceviamo e pubblichiamo la risposta del presidente del consiglio comunale di Torchiarolo, Francesco Palermo, a seguito della dichiarazione del consigliere di opposizione Nicola Serinelli:

torchiarolo COMUNEPremessa: chiedo scusa ai cittadini che avranno la pazienza di leggere questa mia nota che non avrei assolutamente voluto scrivere, nella quale, per forza di cose, devo inserire fatti e circostanze forse poco interessanti per loro.
Tirato per i capelli che non ho…mi trovo, mio malgrado, costretto ad intervenire, stesso mezzo, in risposta al Cons. Serinelli, il quale ha ritenuto, ancora una volta, di ritenermi fonte di ispirazione (e addirittura “scrivano”) di una nota del Sindaco dei giorni scorsi. Non è la prima volta che il Serinelli (mi astengo dall’attribuirgli titoli perché non appaiano falsi e irriverenti – e magari diano poi anche luogo ad ulteriori smentite da parte della sua Direzione generale) mi assegna la paternità di comunicati stampa dei quali ho potuto anche, qualche volta, potuto condividerne il contenuto e contribuirvi (penso con assoluta legittimità) ma che, tuttavia e in ogni caso, come logica e diritto insegnano, sono da attribuirsi, esclusivamente, ai firmatari degli stessi.
Posso rassicurare il Serinelli, il quale non perde occasione per gratificarmi, è ovvio: involontariamente, assegnandomi un ruolo importante in tutto ciò che avviene in Comune (sarà forse un’ossessione?) che in questo caso specifico assolutamente nessun ruolo di suggeritore (neanche parziale) o scrivano ha avuto il sottoscritto. Mi meraviglia che Lui e l’annesso correttore di bozze dei suoi comunicati, non abbiano riconosciuto uno stile di scrittura (né meglio né peggio ma) assolutamente distante dal mio. Eppure dovrebbero, entrambi, così come succede a me con i loro, ben riconoscere il mio stile, visto che nel passato ne hanno anche (ahimè, con soddisfazione!) fruito. Ma tant’è!
L’unico “ruolo”, per quanto indiretto ed anche inconsapevole, che il sottoscritto ha avuto nel comunicato del Sindaco è rintracciabile nella foto ivi allegata, in quanto, in data 7 agosto 2012 avevo provveduto a pubblicarla su facebook. Il Serinelli, che si vanta di non frequentare facebook, quasi fosse un titolo di merito non farlo o una perversione farlo (e che però è ben informato – si fa per dire – su quello che vi scriverei io!) dovrebbe sapere che, una volta pubblicata sul social network, una qualsiasi foto diventa di dominio pubblico: chiunque può condividerla, scaricarla e farne uso. Tra l’altro, la foto incriminata e incriminante (non certo me!) di cui non sono autore, mi è stata passata da un residente nella marina di Lendinuso il quale aveva notato che da ben una settimana quel secchio stazionava sul pubblico marciapiede, dal quale fu rimosso solo dopo la suddetta pubblicazione. Cosa che posso confermare anch’io, risiedendo <<la porta accanto>> e almeno tutti gli altri vicini di casa, qualcuno dei quali non ho dubbio che confermerebbe la circostanza.
Non è possibile che anche a me, così come capita quasi quotidianamente a Lui, qualcuno possa rivolgersi, qualche volta, per “ottenere giustizia”? Ritiene di dover essere l’unico destinatario di segnalazioni, foto (e, aggiungo, poesie per il giornale pasquale) compromettenti da parte di ANONIMI cittadini e residenti, italiani o tedeschi che siano?
Posso anche sforzarmi di comprendere, non giustificandola, la reazione “scomposta” del Serinelli che, inchiodato alle sue responsabilità da una prova schiacciante, avrebbe forse fatto meglio a tacere, riconoscendo umilmente l’errore, piuttosto che cercare di arrampicarsi sugli specchi, per loro vocazione sempre scivolosi! Forse avrebbe fatto meglio a non trascurare una “nota legge della comunicazione” secondo la quale “una notizia smentita è una notizia data due volte”! Nel suo tentativo di arrampicata, infatti, il Serinelli conferma di essere stato l’autore di quel gesto mal-educato e incivile e “aggrava” la sua colpa affermando che gli era stato <<suggerito da uno degli operai della ditta Reteservizi…>>, da Lui contattato, <<…perché lo avrebbe ritirato la mattina seguente>>. Ora, a parte il noto vizietto di tirare in mezzo ed in cor-reità terze persone, non indicandone mai il nome (solito coraggio da gazzella più che da leone) e lasciando quindi il legittimo dubbio che esse non esistano, una domanda sorge spontanea: possibile che un amministratore “già sindaco”, per dieci anni <<sul piedistallo più alto del potere locale>>, non sappia che il contenuto del famigerato secchio (<<detriti e piccole pietre>>) costituisce “rifiuto speciale” da smaltirsi, pagando, nelle apposite discariche autorizzate, e non semplice rifiuto indifferenziato da far smaltire, gratis, alla ditta Reteservizi? Chi era il fantomatico operatore che aveva <<suggerito>> questo reato?582151_3689474951637_2079602192_n (1)
Ma il vero problema, lo capisca una volta per tutte il Serinelli, non è tanto il secchio o un altro errore che Lui o qualsiasi cittadino, me compreso, può eventualmente compiere. Il vero problema è che chi sa di essere in difetto deve evitare di vestire i panni lindi e puliti del moralizzatore delle altrui, sempre delle altrui, debolezze! Altrimenti è ovvio che venga facile qui ricordare il monito del mai dimenticato Indro Montanelli: <<Conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un furfante.>>.
Prendo atto che il Serinelli ritenga di obbedire, evidentemente con diritto di esclusività, alla Sua <<coscienza di uomo libero e onesto intellettualmente>> e inviti, invece, il sottoscritto al coraggio di svuotare quelli che definisce, con la solita eleganza che Lo contraddistingue, <<ben altri secchi, stracolmi delle immondizie putride e maleodoranti>> . Non saprei dire se i secchi ed anche le fosse, ben più capienti, che contengono la Sua smisurata onestà intellettuale emanino lo stesso fetore di quelli ai quali dovrei applicarmi io. Tuttavia, a naso, mi sembra di poter dire che da essi non fuoriescano fiorellini di campo profumati!
Ma la smisurata onestà intellettuale diventa paradosso quando il Serinelli attribuisce agli altri, sempre agli altri, tratti ormai caratteristici e caratterizzanti del suo essere e agire politico:
1) attribuisce al sottoscritto, ahimè senza poterli leggere, attacchi alle persone non allineate. Fermo restando che, per vocazione, io non ho mai attaccato alcuno e che, in qualche occasione come questa, tento solo di difendermi dagli attacchi subiti, voglio ricordare al Serinelli che, senza ombra di dubbio, quello che mi si rimprovera è invece un suo atteggiamento costante. Per la serie: “chi non è con me, chi non fa quello che mi auguro che faccia diventa improvvisamente brutto, sporco e cattivo”.
Come il Comandante Renna, un tempo, per Sua stessa ammissione in uno degli ultimi Consigli comunali, amico tanto stimato da esserne stato sostenitore e favoreggiatore (in virtù di quali poteri?) dell’assunzione a Torchiarolo e oggi, invece, cadutogli pesantemente in disgrazia! Come il sottoscritto, per esempio, che solo tre anni fa ,era stato quasi “supplicato”, in una sede dei tanti partiti cui ha aderito nella sua storia politica, a candidarsi con Lui, prima da due suoi sostenitori – Blasi e Nicolardi, (faccio i loro nomi, mi scuseranno, solo per non cadere nel Suo stesso difetto di rendere poco credibili i fatti raccontati) – e poi da Egli stesso, per mia volontà e fortuna alla presenza di un testimone certo), con la promessa (in virtù di quali poteri?) che avrei rivestito il ruolo di Presidente del Consiglio in caso di vittoria elettorale. Trasformato, in poco tempo, da possibile Suo Presidente a persona <<priva di valori morali>> come ebbe a definirmi, sempre con la consueta eleganza, in un’altra Sua memorabile filippica!
O, per percorso contrario, come è avvenuto per ex assessori ai lavori pubblici e dirigenti dell’ufficio tecnico, spesso definiti nei modi più ignobili, anche in pubblica assise consiliare, quando Gli erano contrari, e poi invece, come per incanto, diventati l’uno provvido sostenitore della Sua candidatura e l’altro addirittura Suo tecnico di fiducia!
Così’ va il mondo? Può darsi…ma non per tutti!!!
Storia vecchia, questa dei “cangianti” giudizi morali di Nicola Serinelli. Trita e ritrita. Storia ingiallita dal tempo…che neanche qualche spennellata di improbabile tintura riuscirà più a rinvigorire e rendere credibile!
2) ma il massimo del paradosso il Serinelli lo raggiunge quando attribuisce a me <<il sogno inseguito da tempo: quello cioè di salire sul piedistallo più alto del potere locale>>. Anche qui dimostra di conoscermi assai poco. Certo, si può anche fare l’ipotesi che Francesco Palermo, come qualsiasi altro cittadino, brami diventare Sindaco. Ipotesi legittima. Ma pur sempre ipotesi, non supportata da alcun fatto. Sfido chiunque a trovare un solo cittadino di Torchiarolo cui non verrà da ridere o almeno sorridere di questa boutade, fatta da un pulpito di un sogno ormai quarantennale, quello sì…”monotematico”! Realizzato, certo, per ben due volte, ma forse (dico forse) solo grazie ad una legge che non prevedeva l’elezione diretta ma solo l’investitura dei potentati di partito. E poi sfido Lui a portarmi davanti un solo nostro concittadino o anche un qualsiasi “personaggio politico” di qualche altro paese cui io abbia mai chiesto di appoggiare o sollecitare una mia candidatura a Sindaco. Piuttosto troverà persone che hanno, spesso, dovuto rassegnarsi alla mia ritrosìa, magari rimproverandomela pesantemente (anche tra i suoi “amici”). Sappia, il Serinelli, che non ho mai sofferto di candidìte. E l’evidente e deleterio effetto che ho osservato e osservo in chi ne soffre da anni…funziona sicuramente, per quanto mi riguarda, da potente vaccino!
Spero per il Consigliere Serinelli ogni bene. Soprattutto che possa recuperare al più presto quella serenità e <<purificazione>> che Lui, come tutte le persone troppo impegnate a sollecitarle continuamente negli altri, dimenticano di conquistare per se stesse.
Dico di più: se solo potessi, se dipendesse solo da me, farei in modo di soddisfare al più presto il Suo sogno. Lo farei magari temendo per il mio futuro, ma lo farei. Per il futuro di chi oggi continua ad essere vittima inconsapevole e innocente di certe Sue frustrazioni.

TORCHIAROLO: IL CONSIGLIERE SERINELLI RISPONDE AL SINDACO DEL COCO

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Foto0450TORCHIAROLO – Riceviamo e pubblichiamo la risposta del consigliere di opposizione Nicola Serinelli a seguito della nota comunicativa a firma del sindaco di Torchiarolo Giovanni Del Coco, riguardante il caso della zona artigianale segnalato dallo stesso consigliere:

“Sì, esimio “scrivente/suggeritore occulto” …( ma non poi tanto) del Sindaco; le risparmio altri nobili titoli, che spesso, come nel suo caso, non coincidono con la nobiltà d’animo e dei sentimenti. La foto, in effetti, mi ricorda qualcosa, mi ricorda l’antico risentimento che nutre nei miei riguardi per non essere riuscito a coronare il sogno inseguito da tempo: quello cioè di salire sul piedistallo più alto del potere locale, dovendosi finora accontentare di emergere nel mare magnum della “mediocrità” che la circonda. Mi ricorda vicende ormai vecchie di un anno a proposito di un banale secchio, appunto, il cui contenuto (detriti e piccole pietre) avrei potuto segretamente smaltire vicino ad altri recinti; o dentro il cassonetto a pochi metri di distanza…e invece, civilmente, ho posizionato nei pressi dell’ingresso del suolo di mia proprietà, (vedasi attentamente l’immagine, meschinamente fotografata dal “suggeritore della porta accanto”), così come suggeritomi da uno degli operai della ditta Reteservizi srl da Carovigno, da me contattato, perché lo avrebbe ritirato la mattina seguente.
Chiarito questo, mi preme invitare lo “scrivente/suggeritore” a svestirsi, una volta tanto, dei comodi panni di chi opera dietro le quinte per celare la sua insana voglia di gettar fango sul sottoscritto per le motivazioni sopra ricordate, per rivestire invece quelle più dignitose e più responsabili del ruolo che occupa, per indi controllare atti, fatti e soprattutto “misfatti” che quotidianamente si consumano, forse anche a sua insaputa, sul nostro comune (dentro e fuori le mura amiche). Fatti gravi sotto l’aspetto etico-morale, nonché giuridico/legale rasentante il penale.Foto0452
L’invito é che perda meno tempo per attacchi o “contrattacchi” su face book (cui sembra molto avvezzo) nei confronti di persone non allineate, che spenda meno energie per ostacolare la funzione di consigliere comunale di opposizione del sottoscritto e faccia finalmente ciò che gli compete per il ruolo che riveste, indi legga con più attenzione quegli atti, controlli più efficacemente il modo di gestire la cosa pubblica della sua maggioranza, invece di giocare al nascondino e non perdere occasione per colpire chi meriterebbe apprezzamento, non fosse altro che per il coraggio sinora dimostrato e per l’opportunità offerta ai “distratti” della maggioranza di aprire gli occhi … su quanto si consuma nelle secretate stanze.
Non sarà sfuggito al suddetto “scrivente” quanto serpeggia nell’opinione pubblica locale soprattutto in questi ultimissimi giorni sulla gestione della cosa pubblica a Torchiarolo, soprattutto in ordine a certi affidamenti di incarichi e assunzioni di lavoratori, gran parte dei quali allineati al solito clan.
Si lasci stare in pace, perciò, quel vecchio secchio, svuotato ormai da un anno, e si abbia il coraggio di svuotare ben altri secchi, stracolmi delle “immondizie” putride e maleodoranti che molti han conosciuto in questi giorni. E si abbia una buona volta il coraggio di non latitare ma di essere “presenti” sul territorio per risolvere i problemi reali della gente, così come si è presenti quando fa comodo sguazzare in prima fila nelle cerimonie per far bella mostra di se.
Un plauso certamente ai progetti di educazione stradale o ambientale in senso lato che la nostra, come tutte le scuole del resto, attivano in ordine alla prevenzione di comportamenti a rischio, Ma, a ben riflettere, in fondo il Comandante fa una parte del suo dovere. N.B. A proposito: perché delegare lo scrivano del sindaco quando avrebbe potuto ben rispondere il Comandante stesso? Sarà forse un modo per ringraziare e per graziarsi la disponibilità per il servizio di autista sindacale?Foto0463
La verità è una sola: da fortemente fastidio che qualcuno, come il sottoscritto, continui con coraggio a mettere il dito nella piaga portando alla ribalta ciò che invece si tenta di occultare; e lo fa con lealtà e correttezza, rispondendo peraltro ad un preciso dovere, quello che attiene ad ogni consigliere comunale: fornire indirizzo e controllare. So bene che tutto questo dà fastidio a qualcuno, abituato a gestire la cosa pubblica come fosse “cosa propria” e a utilizzare le persone e la testa delle persone come sgabello per le proprie scalate sociali; per costoro infatti è molto meglio che non si sappia, non si dica e che tutto taccia; se poi qualcuno osa lanciare sassi nello stagno, va subito additato o screditato, magari servendosi di qualche vecchia foto di qualche ormai noto secchio, col tentativo, ahimè non riuscito, di mettere a tacere chi intende obbedire prima di tutto alla propria coscienza di uomo libero e onesto intellettualmente.
Se e quando l’ormai noto “scrivente/suggeritore vorrà, stilerò una serie di atti, provvedimenti e iniziative in grado di dimostrare, nei fatti, il modus operandi e soprattutto il modo di gestire la cosa pubblica e i servizi pubblici nel nostro Paese. Scoprirà, atti alla mano, quanto si sia stati assenti dai veri problemi del paese e quanto invece preoccupati a curare l’immagine, dando vita ad una sorta di patto comune di non belligeranza per farsi e darsi “protezione”, nella prospettiva del “comune-bene” che , ahimè, non promuove il Bene Comune del paese, men che meno degli ignari cittadini.”

TORCHIAROLO: IL SINDACO SULLE “RIFLESSIONI” AMBIENTALI DEL CONSIGLIERE SERINELLI

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TORCHIAROLO – Riceviamo e pubblichiamo la risposta firma del sindaco di Torchiarolo, Giovanni Del Coco, in risposta alla segnalazione fatta dal consigliere di opposizione Nicola Serinelli:

A ben riflettere…il consigliere prof. Nicola Serinelli sembra proprio non riuscire a trovare motivo per denigrare continuamente il Corpo della Polizia locale ed il suo Comandante, nonché l’Amministrazione comunale. Perché se è vero che i denunciati episodi sono dovuti al vandalismo di alcuni cittadini “mal-educati” che utilizzano il territorio come discarica, è vero anche che proprio nella zona PIP in questione ed in altre di nostra competenza sono già state elevate pesanti multe ed addirittura operati sequestri. Dei quali è stata data puntuale notizia, difficilmente sfuggita al sempre attento Serinelli, anche sui quotidiani locali. E’ vero anche che nei compiti della Polizia locale vi è il controllo della velocità a livello preventivo e non <<per fare cassa>> o <<per salvare le casse del Comune>>: è chiaro infatti che, con circa 60.000 € l’anno di proventi, non si può certo risolvere nulla! Ma è bene ricordare al consigliere Serinelli che la strumentazione in dotazione “autovelox” ed il Corpo dei Vigili urbani risalgono ai tempi tanto decantati cui fa riferimento la sua romantica nostalgia. La prevenzione che il Dr. Serinelli auspica trova riscontro, per esempio, nella positivissima novità che il Comandante, con l’ausilio dell’Amministrazione comunale, ha ultimamente introdotto nelle scuole, tramite progetti mirati di educazione stradale e formazione del Corpo dei mini e baby-Vigili. Forse all’esimio consigliere Serinelli rode il successo ed il riscontro ottenuto, anche fuori paese, dai suddetti percorsi mirati ad educare i nostri bambini e, attraverso loro, a trasmettere alle famiglie i concetti basilari della prevenzione ambientale in senso lato, le pratiche del buon comportamento e dell’educazione stradale. Non dubitiamo che anche il caro consigliere Serinelli darà, d’ora in avanti, il Suo prezioso contributo a quest’opera di prevenzione, esempio e buona educazione cui dobbiamo tutti essere impegnati. A tal proposito,forse la foto qui allegata…gli ricorderà qualcosa?

TORCHIAROLO: SERINELLI SULLA “DISCARICA” DELLA ZONA ARTIGIANALE

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 TORCHIAROLO – Riceviamo e pubblichiamo una nota comunicativa a firma del consigliere di opposizione di Torchiarlo Nicola Serinelli:

foto0409A ben riflettere, la zona artigianale di Torchiarolo rispecchia il degrado in cui versa il nostro paese. Vero è che una grossa responsabilità ricade su quei cittadini “mal-educati” che utilizzano il territorio come discarica per accogliere tutto ciò che non serve più, in barba alla buona educazione, al senso civico e al rispetto dell’ambiente, procurando così danni ingenti al territorio e ai suoi abitanti; è però altrettanto vero che la “vigilanza urbana”, specie negli ultimi anni, lascia molto a desiderare, forse perché impegnata in altri servizi più appariscenti che sicuramente “rendono”… la gratificazione dell’apparire e magari fanno anche cassa. Spero di non dover essere considerato il rompi scatole della situazione; sento però il dovere, come cittadino prima ancora che come amministratore di questo paese (se pur di minoranza), di tener desta l’attenzione sul tema molto caro agli ambientalisti del “pre-elezioni”, stimolando l’impegno di chi è preposto istituzionalmente alla prevenzione e al controllo del territorio comunale. foto0450E’ sufficiente farsi un giro nel paese (magari anche solo per prendersi il quotidiano caffè) per rendersi conto di alcune evidenti lacune nella lotta al rifiuto selvaggio. Alcune settimane fa ho rilevato la precaria condizione in cui versava (per alcuni versi lo è tuttora) la nostra isola ecologica; oggi rilevo la precarietà della zona artigianale (per modo di dire); una realtà rimasta “improduttiva”, sotto tutti i punti di vista. Spesso i Comuni, specie quelli indebitati, come il nostro, rischiano di impegnare le energie, il tempo e i propri uomini preposti alla prevenzione e alla tutela del territorio solo a “far cassa” per sostenere le difficoltà economiche del proprio ente (qualcuno addirittura ha confidato di voler sanare le casse comunali con i proventi delle contravvenzioni); accade pertanto che viene distolta di fatto (indi penalizzata e compromessa) l’azione preventiva, che dovrebbe invece restare la caratteristica peculiare di un organo di Polizia Locale. foto0453Piace spesso ricordare la figura del Vigile urbano, come, appunto, colui che vigila sul territorio a difesa del cittadino e a difesa dell’habitat in cui questi vive. Sarà solo nostalgia? O non è forse giunta l’ora di scuotersi perché la presenza vigilante di chi è preposto a far questo, recuperi il primato dell’azione educativa, per indi promuovere, con la collaborazione dei cittadini, il bene comune, inteso in senso lato. Personalmente non vorrei che il tempo e le energie che spesso si disperdono per curare “altro”, per quanto rilevante possa essere nell’economia di un giudizio professionale di una persona (mi riferisco, per esempio, alla gestione del proprio strumento informatico, persino extra lavorativo, nonché alle funzioni di mera rappresentanza quotidiana, di sostegno all’Autoritas locale pro-tempore) fungano da distrazione verso altri e più importanti doveri, nonché da demotivazione per gli stessi collaboratori. Si cambi pertanto “registro” e ci si dia veramente da fare per compiere il salto di qualità dalla denuncia (magari anche solo per stare a posto con le carte) all’azione concretamente incisiva … che reclama invece costante presenza e assidua vigilanza per prevenire il triste fenomeno delle discariche a cielo aperto che continuano a deturpare il territorio e l’ambiente e segnano il limite di certe “impotenze istituzionali” spesso volute, perché distratte e distolte da “altro”.

TORCHIAROLO: SERINELLI SUI DEBITI FUORI BILANCIO

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TORCHIAROLO – Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione pervenutaci dal consigliere di opposizione del Comune di Torchiarolo, Nicola Serinelli, in merito alle questione dei debiti fuori bilancio:

il Comune di Torchiarolo
il Comune di Torchiarolo

“La misura é colma. Siamo stanchi di assistere impotenti al balzello di certe affermazioni rese in consiglio comunale da esponenti dell’esecutivo che governa il nostro paese, sistematicamente poi smentite dagli atti e dai fatti nei consigli successivi. Nella seduta consiliare del 27 novembre si discuteva, tra gli altri, del riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio, esattamente delle spese dovute all’Acquedotto Pugliese, per quasi 112 mila euro e del primo stato di avanzamento dei lavori per l’Asilo nido dovuto alla ditta costruttrice, per circa 150 mila euro …
N.B. il secondo SAL è già alle porte … e sarà ancora nuovo debito. E pensare che appena due mesi fa (28 settembre), sempre nel corso della seduta del consiglio comunale (chiamato ad approvare la verifica degli equilibri di bilancio), la maggioranza approvava la non sussistenza di debiti fuori bilancio.
Quanto di più falso. Documenti alla mano, già in quella sede i consiglieri di minoranza avevano evidenziato la sussistenza di diversi debiti fuori bilancio in capo al Comune e richiamavano la responsabilità, non solo di natura contabile, ma anche patrimoniale. dei consiglieri di maggioranza che si apprestavano ad approvare un atto falso che, nel tempo ha falsato sistematicamente la veridicità dei dati dei bilanci comunali anche degli ultimi anni. Il consiglio comunale, convocato nella seduta del 27 novembre, per discutere ed approvare i debiti fuori bilancio per circa 262 mila euro, smentendo quanto dichiarato nel precedente consiglio, di fatto confermava quanto in più circostanze era stato rilevato dai consiglieri di opposizione. Non è la prima volta che ciò accade. Da quando si é insediata questa maggioranza, tutte le volte in cui il Consiglio é stato chiamato a discutere di bilancio (ben cinque volte l’anno, come previsto per legge e cioé: previsione, variazione, verifica equilibri, assestamento e consuntivo), i consiglieri di maggioranza (fatta eccezione per Cretì Alessandro e Benedetto Serinelli) hanno sempre dichiarato e, quel che é più grave, approvato, la non sussistenza di debiti, salvo poi essere smentiti, approvando essi stessi i debiti, con la conseguenza che il ritardato riconoscimento può aver già determinato danni erarali per il Comune, come si stanno determinandone altri non ancora riconosciuti se pur sussistenti… e pesanti. Quel che preoccupa maggiormente é che tuttora chi governa il paese non conosca la reale situazione debitoria dell’ente (che va ben al di là dei debiti fuori bilancio e ne annovera, purtroppo, tantissimi altri) certamente per colpa di alcuni preposti ai competenti uffici comunali, ma anche per colpa di chi (l’esecutivo, chiamato per legge alla funzione di indirizzo e controllo)… tuttora non ha le idee chiare su quale sia realmente la situazione economico finanziaria del comune, per cui salta una reale programmazione, si appesantisce il carico debitorio, si continuano a falsare i bilanci, si aggravano i costi da sostenere e si espone l’ente al dissesto finanziario, con tutte le conseguenze, tra le altre quella di non poter più assicurare i servizi essenziali ai propri cittadini, benché questi sopportino (ancora con santa pazienza e rassegnazione), un non indifferente peso procurato dalle tasse. E’ assurdo registrare tutto questo, in tempi peraltro già carichi di tensione sociale e irti di disagi e difficoltà per le famiglie. Dobbiamo mettere in dubbio il grado di preparazione di qualche funzionario? dobbiamo dubitare sulla capacità di indirizzo e controllo di chi governa questo paese? dobbiamo sospettare che la concomitanza di rapporti amicali tra qualche dipendente e taluni amministratori possa incidere negativamente sulla qualità e la tenuta dei servizi comunali a tutto scapito del paese?. Una domanda sorge spontanea: é giusto che in siffatta situazione continuino a pagare solo i cittadini? o non é forse giunto il tempo che qualcuno cominci ad assumersi le proprie responsabilità e a pagare personalmente per le proprie incapacità di governare il Paese? Siamo veramente come una nave senza nocchiero, sbattuta, come non mai, in una tempesta che non fa presagire nulla di buono.”

 

TORCHIAROLO: SERINELLI RITORNA SUL CASO “CAMINI”

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“Siamo certi che la causa PM10 sia da ricercare nei camini e nei focolai accesi nei campi?”

TORCHIAROLO – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa pervenutoci dal consigliere di opposizione Nicola Serinelli, Torchiarolo. Il tema è l’ancora discussa situazione ambientale che ruota attorno all’ordinanza sull’accensione dei camini, dopo il famoso caso delle polveri sottili su Torchiarolo:

“Accade spesso di doversi vergognare di amministrare una realtà locale quando ci si trova davanti a situazioni particolari per uscire indenni dalle quali occorre una forte dose di coraggio, intraprendenza e soprattutto di cristiana pazienza. Ciò è tanto più grave (perciò reclama una sana reazione) quando si ha a che fare con “soggetti” che, amministrando il paese, pensano di poterlo fare quasi fosse “res propria” e non “res publica”, per cui decidono in pochi, senza mai coinvolgere quanti hanno pieno titolo ad essere coinvolti, in quanto eletti democraticamente dai cittadini. E’ accaduto ancora una volta in Torchiarolo per una questione delicata, quanto attuale e controversa: l’inquinamento da polveri sottili, in particolare le misure messe in atto dalla Giunta per abbatterlo o contenerlo a mezzo di ordinanze divieto accensione fuochi e camini. Avendo la passione per la bici mi accade spesso di imbattermi in situazioni che coinvolgono e “condizionano”, senza neanche volerlo. Giorni fa sono stato fermato da alcuni agricoltori intenti a lavorare nei campi; palesavano tutta la loro rabbia e delusione, non solo per colpa della crisi che attanaglia ancor di più il loro status di cittadini “onesti lavoratori”, ma anche perché resi oggetto, in questi ultimi giorni, di scarno e derisione da parte di colleghi dei paesi limitrofi. Le ragioni del loro disappunto? a distanza di appena mezzo metro dai colleghi agricoltori Squinzanesi, Leccesi o Sanpietrani, i “nostri” sono penalizzati da provvedimenti sindacali che li pongono nelle condizioni di non poter “delinquere” a danno dell’ambiente. Chi conosce il territorio di Torchiarolo sa bene quanto siano particolari i suoi confini, alquanto frastagliati; l’agro del Comune infatti si insinua in quel di Lecce, Squinzano e San Pietro V.co; consegue che il territorio di competenza di questi ultimi tre comuni si “insinua” sin sotto le prime case di Torchiarolo. Accade perciò di assistere a situazioni che rasentano il grottesco: a distanza di pochissimi metri infatti si determinano (grazie all’intellighentia degli amministratori torchiarolesi) situazioni assurde. La colpa? le ordinanze emesse dal Sindaco, dopo il nulla osta della Giunta (reso con delibera 213 del 09/10/2012) relative alle “Misúre per ridurre la concentrazione di inquinanti nell’ambiente del territorio del Comune di Torchiarolo “; con dette ordinanze in sostanza si vieta l’accensione di fuochi nelle campagne, nonché l’accensione dei camini nelle case (fatte salve quelle che non hanno altre fonti di riscaldamento). Dette ordinanze (che valgono evidentemente per il solo teritorio di Torchiarolo), espongono non solo alla derisione dei ns concittadini (costretti a sorbirsi persino gli sfottò dei confinanti) ma li pongono anche in situazioni di disparità dal momento che, i “confinanti forestieri”, non essendo assoggettati ad alcun limite, avvalendosi, a loro dire, anche delle disposizioni regionali relative alla distruzione sul posto di materiale vegetale infetto (Det.238/11 – Bur 40/2011) possono serenamente accendere e spegnere fuochi, focherelli e falò, a differenza dei ns concittadini, costretti invece a dover ossequiare disposizioni che potevano pure avere senso e ragione, se però attivati al di là dei ristretti confini comunali. anche dai colleghi dei paesi limitrofi. Dinnanzi a siffatta situazione é lecito allora chiedersi: quale e quanta credibilità ed affidabilità possono avere le due ordinanze sindacali se a pochi metri da Torchiarolo, sia nelle campagne che nei centri abitati di Squinzano, San Pietro e Lecce, tale “vincolo” non sussiste? e poi quale affidabilità possono avere i dati raccolti o da raccogliere sulla stessa città di Torchiarolo dal momento che il divieto di accensione camini non si applica a tutte le case visto che restano escluse quelle nelle quali non vi sono altre fonti di riscaldamento?  Siamo certi, come sostiene l’ARPA, che la causa delle polveri sottili (PM 10) sia da ricercare nei camini e nei focolai accesi nei campi? o non possano essere anche altre fonti che pure avvinghiano il nostro territorio? pensiamo per esempio agli insediamenti industriali dell’ex Montedison, alla centrale Brindisi nord, a quella di Cerano, al traffico, a scorrimento veloce e continuo sulla superstrada (realtà che passa sostanzialmente sul nostro territorio), all’impianto inceneritore dei prodotti farma-sanitari che insiste lungo la Squinzano / Casalabate, al cementificio sito sulla Squinzano/Cerrate, alle cave di pietra a sud del paese, al traffico automobilistico locale, agli impianti di cementificio a nord e ad est del centro abitato ecc. Sicuramente l’incidenza dei camini (ma non solo quelli di Torchiarolo) e dei falò delle campagne, riveste una parte di responsabilità (in ordine al fattore inquinante) che comunque non può essere superata o combattuta a furia di ordinanze. Se solo si fosse avuto più rispetto e maggior considerazione dei consiglieri comunali, facendo ricorso al “consiglio” degli stessi, come indirizzo su un tema rilevante che interessa tutti, ci sarebbe stata sicuramente un’opportunità in più per riflettere insieme sul delicato problema, individuando percorsi più lineari e soprattutto più efficaci nell’interesse di tutti; si sarebbe avuta, altresì, l’opportunità di comprendere e far comprendere che, al di là e al di sopra delle ordinanze di divieto, poteva essere più efficace sensibilizzare (con manifesti pubblici affissi nei campi o consegnati ai proprietari di caminetti con i quali sollecitare attenzione nel governo del problema, nell’interesse della propria e dell’altrui salute, per non bruciare, per esempio, foglie ancora verdi, impregnate di prodotti chimici, per non bruciare legna proveniente da fonti inquina te, o intrisa di solventi, comunque di adottare tutti quegli accorgimenti dettati dal buon senso, nella direzione del rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Continuare, come ormai si fa da tempo a Torchiarolo, ad emettere ordinanze di divieto trincerandosi dietro il… “così dispone la norma regionale”, o questo esige il direttore dell’ARPA, vuol dire continuare a non comprendere quale sia la funzione di un ente locale e di un Sindaco che é, e deve essere, prima di tutto, “agenzia educativa” sul territorio, a difesa della promozione dei diritti/doveri di tutti i cittadini.  Così come non si é ancora compreso che non é proprio opportuno usare la giustificazione del “così dispone la legge”, come arma per “vincere”, semmai dovrebbe farlo per “convincere” (vincere insieme). Occorre tenere sempre presente che una verità, per quanto giusta e valida, se viene offerta in modo arrogante (ordinanza) ferisce, irrita e suscita atteggiamenti di rifiuto, specie quando produce sperequazioni tra cittadini aventi stessi diritti e analoghi doveri, così come sta accadendo per le ordinanze sui fuochi nelle campagne e sui camini, dopo aver assistito a quella “estemporaneamente estiva” … sui cani.  Comprendo perciò il disagio e la rabbia di quegli agricoltori che reclamano, a ragione, equità di trattamento, oltre che rispetto dei propri diritti. Prima di ogni repressione occorrerebbe infatti promuovere la prevenzione e la buona educazione, in ogni ambito, indi anche e soprattutto in quello del rispetto per l’ambiente. La storia insegna che i divieti senza una preventiva azione di promozione culturale servono a ben poco, comunque rischiano di non conseguire gli obiettivi per i quali si attivano poi talune forme repressive. Spiace che il nostro paese continui a salire alla ribalta delle cronache solo per iniziative inopportune (a proposito: vorremmo tanto sapere chi consiglia il Sindaco).  Per tornare alla questione camini; siamo sicuri che così continuando avremo “dati oggettivamente e scientificamente validi” per capire se, come, quando e quanta incidenza possano avere i camini nel delicato capitolo dell’inquinamento da polveri sottili? dal momento che altri camini dei comuni vicini fumano, indisturbati? e quale credibilità possono avere i dati della stessa città di Torchiarolo se non sappiamo neanche quanti camini potranno accendersi perché “derogati” dal divieto, essendo l’unica fonte di riscaldamento? e poi quanta credibilità e serietà si può conseguire se a pochi centimetri dal territorio comunale altri cittadini (agricoltori) delle vicine Squinzano, Lecce e San Pietro V.co continuano, senza limiti, ad accendere i proprio i falò? Non sarebbe stato più opportuno cercare un’intesa tra i Comuni confinanti per adottare (una volta ritenute valide le tesi dei dirigenti di ARPA PUGLIA), analoghi provvedimenti per tutti i cittadini dei Comuni vicini? e ciò per un senso di equità, di giustizia, di credibilità, di opportunità e di buon senso? O forse i fumi e le polveri provenienti dai comuni vicini si bloccano per “ordinanza divina” al limitare del nostro territorio?Intanto anche per questo inverno si prospettano su Torchiarolo giorni rigidi, bui e tempestosi, non solo per colpa dei falò e dei camini che dovranno restare spenti per i diktat sindacali, ma soprattutto per colpa di alcuni che dinnanzi a problematiche così complesse non han saputo far altro se non attivare i divieti, che resteranno sicuramente solo sulla carta, dal momento che da noi tutto, o quasi tutto é consentito. Ah, dimenticavo:  chissà che fine han fatto i contributi erogati dalla Regione, un bel pò di tempo fa, destinati ai Filtri per i camini di Torchiarolo; saranno stati già stati “filtrati” o bruciati anche quelli?

COMUNICATO STAMPA NICOLA SERINELLI – CONSIGLIERE COMUNALE PROGETTO PER TORCHIAROLO